Dña. Rafaela de la Brena, Premio Jacques Suaudeau 2023 della Fondazione Jérôme Lejeune per il miglior lavoro di ricerca in Bioetica
Il comitato scientifico del Premio ha selezionato il lavoro «La donazione di organi dopo l’eutanasia: comporta la sua normalizzazione e giustificazione?», diretto dal Dott. José Manuel Álvarez Avello, come vincitore del riconoscimento.
Per l’attualità del tema e l’elevata qualità della ricerca, il lavoro sarà pubblicato dalla casa editrice della Fondazione Jérôme Lejeune per la sua diffusione.
Madrid, 21 dicembre 2023. – La Cattedra di Bioetica Jérôme Lejeune ha conferito a Dña. Rafaela de la Brena il Premio Jacques Suaudeau 2023 per il miglior lavoro di ricerca in Bioetica, che sarà pubblicato dalla casa editrice della Fondazione Jérôme Lejeune.
Il lavoro è stato realizzato nell’ambito della partecipazione di Dña. Rafaela de la Breña alla precedente edizione del Master Universitario in Bioetica, promosso dalla Fondazione Jérôme Lejeune in collaborazione con l’Università Francisco de Vitoria.
A questa edizione del Premio sono stati presentati sei lavori di alto valore scientifico.
Nelle parole della Dott.ssa Mónica López Barahona, presidente del comitato scientifico del Premio: «Il primo Premio Jacques Suaudeau è stato assegnato a Dña. Rafaela de la Breña perché, oltre a essere un lavoro di ricerca interdisciplinare in Bioetica, rigoroso e molto ben scritto, affronta una questione di grande attualità nel nostro contesto: la donazione di organi dopo l’eutanasia, un tema particolarmente rilevante che suscita oggi profonde preoccupazioni.»
Il comitato scientifico era composto da:
- Presidente: Dott.ssa Mónica López Barahona, Presidente della Fondazione Jérôme Lejeune e titolare della Cattedra di Bioetica Jérôme Lejeune.
- Nicolás Jouve, Professore Emerito di Genetica, Università di Alcalá.
- Natalia Ochoa, Professoressa di Diritto Internazionale Pubblico, Università Camilo José Cela.
- Sagrario Crespo, Professoressa di Bioetica, Università Francisco de Vitoria.
- Elena Postigo, Professoressa Associata di Bioetica, Università Francisco de Vitoria.
Sulla Fondazione Jérôme Lejeune
La Fondazione ha iniziato la propria attività in Francia nel 1995, dopo la morte del Prof. Jérôme Lejeune, considerato il padre della genetica moderna per aver scoperto, nel 1958, la causa genetica della trisomia 21 (sindrome di Down).
Ogni anno destina tra i 4 e i 5 milioni di euro alla ricerca, dispone di una biobanca a Parigi con oltre 20.000 campioni e di quattro centri medici: Parigi, dove sono stati seguiti più di 12.000 pazienti, Nantes (Francia), Córdoba (Argentina) e Madrid.
Nel 2008 la Fondazione ha istituito la Cattedra Internazionale di Bioetica Jérôme Lejeune, affidandone la direzione alla Dott.ssa Mónica López Barahona. Nel 2015 ha aperto una delegazione permanente in Spagna e, nel febbraio 2023, ha inaugurato il primo Istituto Medico Jérôme Lejeune in Spagna, grazie alla collaborazione, tra le altre istituzioni, della Fondazione Álvaro Entrecanales.
Su Mons. Jacques Suaudeau
Jacques Suaudeau (1941–2022), medico, sacerdote e ricercatore in Bioetica, nacque a Orano (Algeria) nel 1941. Dedicò i primi quarant’anni della sua vita alla medicina prima di diventare sacerdote.
Dopo sei anni come internista negli ospedali di Grenoble (1964–1970), conseguì il dottorato in Medicina. Successivamente trascorse dieci anni negli Stati Uniti, dove fu ricercatore presso i National Institutes of Health, il Massachusetts General Hospital di Boston e, tra il 1980 e il 1981, presso l’Università di Yale.
Nel 1981 decise di entrare in seminario. Dopo cinque anni di formazione a Lione, fu ordinato sacerdote il 13 aprile 1985 nella diocesi di Grenoble.
Studioso di vasta cultura, proseguì gli studi conseguendo una laurea in Teologia Morale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma e un master in Storia presso l’Università di Lione.
Nel 1993 iniziò il suo servizio in Vaticano presso il Pontificio Consiglio per la Famiglia, dove rimase fino al 2003. Successivamente fu nominato Direttore Scientifico della Pontificia Accademia per la Vita, incarico che ricoprì fino al 2014.
Negli anni romani conseguì inoltre un dottorato in Teologia presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II (2008) e un master in Storia dell’Arte e Archeologia presso l’Università Paris IV–Sorbonne (2010).
Nel 2010 fu nominato Prelato d’Onore di Sua Santità; nel 2012, consultore del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. Dal 2006 rappresentò la Santa Sede nel Comitato di Bioetica del Consiglio d’Europa e, dal 2010, nel Comitato Intergovernativo di Bioetica dell’UNESCO.
Dopo il pensionamento, nel 2014, tornò a Voiron, dove svolse il ministero sacerdotale e accompagnò la pastorale della salute della diocesi. Rimase inoltre profondamente legato alla Fondazione Jérôme Lejeune, entrando a far parte del suo Consiglio di Amministrazione nel 2015.
Nel corso della sua vita pubblicò numerosi libri e si dedicò alle principali questioni etiche della medicina contemporanea: clonazione, procreazione medicalmente assistita, fine della vita, cellule staminali, donazione di organi, trattamento dell’HIV, obiezione di coscienza e, negli ultimi anni, le questioni etiche legate ai vaccini contro il Covid-19.
Negli ultimi anni della sua vita fu docente della Master Class di Bioetica della Fondazione Jérôme Lejeune a Parigi.
Morì il 28 luglio 2022 a Grenoble.